home

torna a Maldive

 

Nella foto Malè dall'idrovolante. click per ingrandire

 

 :: Link Utili       
 

per saperne di  più

 

Meteo Maldive
 

Le Maldive da Velisti per caso

 

Maldive on line

 

altre foto e riflessioni sul mio blog

 

click per ingrandire la foto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

home

torna alla pagina Maldive

      Dal diario di un viaggio... alle Isole Maldive            

Arrivare alle Maldive, atterrare ad un aeroporto sopra una lingua di terra che affiora dal mare, provoca già una strana, inspiegabile, sensazione. Nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, lontano dalla terra ferma, si vede una città, Male, che appare lì, come una qualsiasi città, ma sembra un miraggio nell’immensità del mare.

Malè è una città come tante, con i suoi circa 70.000 abitanti, è la capitale della Repubblica Maldiviana, distesa su un piccolo territorio dell’omonimo atollo. La stranezza  è proprio quella di essere in una città come tante, con i suoi grandi palazzi, le sue strade, ma racchiusa nei suoi pochi km quadrati e al di là, in ogni suo lato, si riesce a vedere il mare, dove l’altitudine massima che si può raggiungere è qualche metro sul livello del mare e per cercare una sensazione di altezza la si può avere solo salendo in cima a qualcuno dei suoi grandi palazzi.

Tolta questa curiosità, si prosegue per le vie del sogno. Già scendendo in aeroporto, specialmente arrivando quando il clima da noi è freddo,  si  avverte una piacevole sensazione di tepore, di caldo e sole avvolgente. Ed è come sentirsi in un’altra dimensione. Ma il nostro viaggio non è ancora finito. Per raggiungere la nostra isola dobbiamo prendere prima un idrovolante e poi una barca che ci porterà a destinazione. In altri casi si arriva con la sola barca o barca veloce.

Dopo un’emozionante viaggio in idrovolante della durata di circa mezz’ora, durante il quale si può ammirare un suggestivo e unico  panorama dei vari isolotti, si atterra in mare all’altezza di una banchina, proprio in mezzo al mare (nel vero senso della parola), dalla quale un Dhoni, una barca di legno tipica delle Maldive, in qualche decina di minuti ci porta direttamente a destinazione. Il Dhoni e l’idrovolante, come in una staffetta fra la tecnologia e la tradizione, una sorta di contrappasso di dantesca memoria: dove finisce l’idrovolante, che rappresenta la vita moderna e tecnologica, inizia il Dhoni,  che incarna la tradizione e la vita naturale (con qualche confort in più!)

Anche se la stanchezza e il jet lag si fanno sentire, è  comunque una bella emozione questa parte di viaggio, ci sentiamo proprio trasportare, avvolgere, nell’atmosfera maldiviana. La viviamo e la sentiamo progressivamente più forte, fino a quando scendiamo sul molo della nostra isola, con gli occhi pieni delle immagini indimenticabili con cui questi atolli si presentano. Se è vero il detto “non c’è mai una seconda possibilità per fare una prima buona impressione” in questo caso l’impressione iniziale è di quelle che non si scorda più.

Così inizia la nostra vacanza. Nella nostra isola veniamo accolti dal profumo del mare, dalla vegetazione rigogliosa, dalle spiagge bianchissime e, per me, da una luce particolare che abbaglia e  avvolge totalmente, sino a farci sentire la sensazione di un abbraccio dalla natura. E ci fa sentire parte integrante di quel mondo. E’ un’accoglienza che ci offre madre natura, non quella che viene dai preparativi del personale del villaggio, con buona pace loro. Siamo lì e non ci viene più voglia di niente, non sentiamo la mancanza dei ritmi cittadini, dei telefonini, delle auto, del lavoro, della  vita normale. Riusciamo ad annientarci nell’ambiente e nel relax.

E’ bellissimo alzarsi la mattina, uscire dalla stanza in riva al mare, percorrere quei pochi metri di bianca spiaggia che ci separano dal mare e tuffarsi, con ancora gli occhi cisposi del sonno, in quelle calde e cristalline acque. Nuotare mentre ancora non ci ha abbandonato il sogno notturno e scoprirsi sveglio ma con l’impressione di stare ancora a sognare. E’ il primo giorno e ancora è tutto un segreto, si sente forte la voglia di iniziare a conoscere e a prendere confidenza con il luogo. Prima di altro però, dopo quel salutare bagno mattutino, ci lasciamo andare ad un misto di sapori di frutta tropicale sulla verandina prospiciente il mare. Così, mentre ci abbandoniamo alla visione del mare e sentiamo forte il gusto dei frutti di quella terra, non abbiamo altra voglia che quella di oziare e godere di quel momento. Ben presto però la curiosità prende il sopravvento e cerchiamo di scoprire quel nuovo mondo.

Da amante del diving ho la possibilità di trovarmi immerso in un gigantesco acquario tropicale. E’ questa la sensazione che provo alla prima immersione nei fondali maldiviani. Sembra finto, un acquario. La varietà e quantità di pesci, lo spettacolo dei fondali, i numerosi reef dove potersi immergere fanno di certo la felicità di tutti i sub. Per me la sensazione più bella è stata quella di nuotare in quei fondali insieme a dei branchi di pesci coloratissimi, sentendomi parte integrante di essi, sentirne il contatto fisico e vedere delle specie che difficilmente si possono vedere altrove. Sono sensazioni che si devono solo vivere, provare a descriverle sarebbe, in ogni caso, troppo limitativo.

Anche chi non pratica le immersioni però ha di che godere lasciandosi andare allo snorkeling che, con pinne, maschera e boccaglio, riesce a dare comunque delle emozionanti visioni marine.

I primi giorni passano così, fra l’ozio, il mare, il relax, i sapori e i massaggi.

Decidiamo di farci guidare alla scoperta di qualche isola disabitata sperduta nell’oceano. A bordo del nostro dhoni, dopo più di mezz’ora navigazione, raggiungiamo un limbo di sabbia che emerge dal mare, con una fitta vegetazione verso il centro dell’isolotto. E’ molto bella solo da vedere. Approdare all’isola non è semplice, a causa della corrente marina, così la raggiungiamo a nuoto. La lunga spiaggia di  sabbia corallina bianchissima, la fitta vegetazione naturale nella parte più centrale dell’isola, i colori brillanti, ancor di più alla luce del sole maldiviano, dipingono uno splendido paesaggio. Siamo solo noi su quell’isola, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano, lontano da qualsiasi rumore e persona, ci tiene compagnia solo lo sciabordio del mare e il calore del sole. Viviamo una nuova dimensione, che in certi momenti appare anche inquietante per la sensazione di solitudine e isolamento. Trascorriamo il tempo sulla spiaggia, nel mare, giriamo l’isolotto, prendiamo il sole scoprendo quel ritmo diverso. E’ stato un bel pomeriggio, che ci ha regalato nuove emozioni. Al  ritorno però apprezziamo ancor di più le comodità del villaggio. Anche di notte i colori maldiviani sono diversi, le spiagge non sono mai completamente buie, un qualsiasi riverbero di  luna fa brillare il mare e le bianche sabbie. Una passeggiata notturna sulla spiaggia, alla luce della luna piena, riesce, nella sua semplicità, a regalare dei momenti che resteranno nella memoria.

Ben presto però la curiosità ci spinge a conoscere anche l’altra faccia delle Maldive. A cercare di capire come vive quella popolazione, accogliente e simpatica.

Andiamo a Dhangethi, l’Isola dei Pescatori, in navigazione con il solito dhoni. Qui scopriamo le altre Maldive, un paesino su un isolotto dove vive qualche centinaia di persone con le proprie famiglie. La sua origine è quella della tradizione dei pescatori, che ancora oggi vivono e lavorano lì. Ma il turismo ha portato anche un piccolo commercio, con la creazione di qualche bottega di souvenirs e artigianato. C’è uno strano e minuscolo alberghetto, un bar nelle poche e simmetriche vie del paese. Le vie di sabbia, nessun mezzo di locomozione, salvo qualche bicicletta dei bambini, le case costruite di materiale corallino, la ricca vegetazione, la moschea, i sorrisi delle persone, i bambini che giocano, le donne dedicate alle loro attività artigianali, un cantiere navale di dhoni, qualche pescatore che sistema la sua attrezzatura, la raccolta delle alghe, la lavorazione del cocco per farne tessuti, la realizzazione di parei sono le attività quotidiane di questo paesino. L’atmosfera è molto singolare, si comprende che la loro vita è scandita dal sole, dal mare e dai turisti che giornalmente arrivano. Quando spariscono i turisti cambia la loro vita, così come vivono in funzione dei tempi che scandiscono sole e mare. Girare l’isola, guardandosi intorno con la curiosità di chi vuol capire, spogliandosi dagli abiti del turista con la borraccia, fa scoprire un altro mondo, altre vite e un'altra cultura che inducono a tante intime riflessioni.

Molto altre sensazioni ed emozioni si potrebbero raccontare, come molte altre cose si possono scoprire, ma anche i sogni finiscono. Qualche altro bagno, ancora sole e poi si riparte. 

by Caribe        born to travel